Beni monumentali / culturali
Faro di Sant'Eufemia (Vieste)
Il Faro, simbolo dell’isola di Sant’Eufemia e della città di Vieste, fu realizzato nel 1867, all’indomani dell’Unità d’Italia. Fino a pochi anni fa, prima dell’automatizzazione dei fari, l’isola era abitata dai fanalisti, che hanno lasciato traccia della loro presenza anche attraverso iscrizioni all’interno della Grotta di Venere Sosandra, a volte molto curate nei tratti e nelle decorazioni, che affiancano le incisioni più antiche. I viestani conservano ancora l’affascinante ricordo della presenza, negli anni Sessanta del secolo scorso, di una scuola sull’isola, per i sette bambini figli dei faristi.
Faro di S. Cataldo (marina di Lecce)
Il faro di San Cataldo di Lecce, eretto a metà dell’800, è costituito da una torre a forma ottagonale di 23 metri d’altezza che affianca un edificio a un solo piano, oggi sede dell’ufficio marittimo di San Cataldo. Secondo una recente classifica è considerato un dei 16 fari più belli d’Italia per bellezza e particolare posizione.
Il Centro storico di Gallipoli e il suo porto
Gallipoli, nota per essere “la perla del Salento”, incanta per il bellissimo litorale, ma affascina anche per il prezioso centro storico e il porto che custodisce una storia che si tramanda da secoli.
La Torre di Santa Sabina
La Torre di Santa Sabina, “massiccia, imponente e irta di merli”, si trova sulla costa adriatica a 9,5 km da Torre Guaceto e a 3,8 km da Torre Pozzelle e domina la Baia dei Camerini. Come le altre, si inserisce nel quadro delle numerose torri marittime di difesa e avvistamento che hanno iniziato a caratterizzare il paesaggio costiero pugliese dalla metà del XVI secolo, a protezione dalle incursioni dei Turchi dopo la presa di Costantinopoli, la conquista dell’Albania, l’assalto di Otranto.
Nardò e il suo centro storico
Il centro storico di Nardò è un gioiello che lascia senza fiato, un luogo ricco di storia e monumenti di particolare pregio storico e artistico.
Necropoli la Salata (Santa Maria di Merino, Vieste) - area archeologica
La necropoli “La Salata”, parte dell’area archeologica di Santa Maria di Merino è un articolato complesso funerario paleocristiano, risalente all’età tardoantica (IV-VI secolo d. C.), immerso in un contesto paesaggistico di eccezionale valore, una piccola oasi scrigno di biodiversità.
Patù e il suo centro storico
Il delizioso paesino di Patù, ricco di testimonianze storiche e archeologiche, sorge nell’entroterra salentino a brevissima distanza dal Capo di Leuca e da Torre San Gregorio e dista ca. 60 km da Lecce.
Porto Cesareo e il suo centro abitato
Porto Cesareo, grazie alle sue bellissime spiagge di sabbia bianca e al mare cristallino, è una delle più famose località balneari del Salento. Nonostante sia conosciuta prevalentemente per questo motivo, la città conserva anche siti archeologici di particolare interesse, sia sulla costa che in mare, datati tra il II millennio a.C. e l’età medievale.
Porto di Brindisi
Brindisi è stata uno dei “centri dominanti” della Messapia del IV secolo a.C., ma è stata ancora più importante in età romana. Il suo ruolo e la sua importanza sono strettamente legati alla conformazione naturale del suo porto, che era un rifugio particolarmente sicuro proprio grazie alla presenza di tre bacini naturali: porto interno, porto medio e porto esterno.
Roca Vecchia (Melendugno, Lecce)
Da tempi preistorici, Roca Vecchia ha svolto un ruolo cruciale nelle rotte attraverso il Canale d'Otranto, rappresentando una tappa fondamentale per le antiche civiltà che solcavano il Mediterraneo. Questo sito archeologico racconta la straordinaria storia di un insediamento che fiorì nel Salento durante l'età del bronzo, approssimativamente tra il 2300 e il 1400 a.C.
Santa Maria di Leuca
Situata nel punto più estremo d’Italia, Santa Maria di Leuca è uno dei posti più affascinanti del Salento. Elegante ed eclettica al tempo stesso, è un piccolo gioiello che si sviluppa tra due promontori, Punta Meliso e Punta Ristola, che racchiudono un litorale mozzafiato costellato di grotte, spiagge bianche e ville ottocentesche di incredibile bellezza.
Torre Chianca - Porto Cesareo
Torre Chianca, conosciuta anche come Torre Santo Stefano, sorge tra Torre Cesarea e Torre Lapillo. È una delle torri di avvistamento realizzate durante il regno di Carlo V per proteggere il Salento dalle incursioni via mare dei Turchi. Utilizzata durante la Seconda Guerra Mondiale dai soldati italiani come rifugio e successivamente come stazione di artiglieria, è stata recentemente restaurata e ospita oggi il Centro di Primo Soccorso Tartarughe Marine e il Centro di Esperienza Ambientale. Al suo interno è anche allestita un’interessante mostra archeologica che racconta la storia di Porto Cesareo e dei rinvenimenti subacquei e terrestri avvenuti sul territorio.
Torre e Mostra Archeologica di Guaceto
Torre Guaceto, la torre aragonese, svetta a circa 5 m sul livello del mare all’estremità meridionale dell’omonimo promontorio nella Riserva Naturale dello Stato e Area Marina Protetta, di cui è simbolo. È la più grande delle cosiddette torri “a base quadrata vicereali” o “tipiche del Regno”, costruite in Terra d’Otranto durante il Regno di Carlo V per editto del 1563 del viceré di Napoli e Duca d’Alcalà, don Pedro Afán de Ribera, per difendere le coste dalle scorrerie dei Turchi.
Torre Lapillo - Porto Cesareo
Torre Lapillo, cha dà il nome all’omonima frazione del Comune di Porto Cesareo, sorge tra Torre Chianca e Torre Castiglione e fa parte del sistema difensivo di torri cinquecentesche volute dall’Imperatore Carlo V per difendere il territorio dalle invasioni turche.
Ugento e il suo centro storico
Ugento è stato uno dei centri messapici più importanti del Salento poi divenuto municipium romano. Famosa è la statua in bronzo di Zeus ritrovata sul territorio ugentino e oggi esposta al MArTa (Museo Archeologico di Taranto). Merita una visita il Museo archeologico di Ugento, nell’ex Convento dei Frati Minori Osservanti, che conserva importanti resti archeologici rinvenuti nella zona. Tra i reperti di particolare valore è sicuramente la Tomba dell’Atleta, ma anche alcune anfore recuperate in prossimità del Faro di Torre San Giovanni. Da non perdere anche il Museo Colosso, che conserva una ricca collezione di testimonianze storiche di proprietà del barone Adolfo Colosso.
Sito visitabile.
Veretum e la Chiesa della Madonna di Vereto
Vereto è un'antica città messapica divenuta successivamente municipio romano e poi distrutta dai Saraceni nel IX secolo. Di questo insediamento rimangono alcune testimonianze archeologiche come le fondamenta delle mura che cingevano la città e alcune sepolture.
Vieste e il suo centro storico
Vieste, la “perla del Gargano”, centro garganico dall’innegabile fascino, racchiude una storia millenaria che va dall’età preistorica all’età moderna. Particolarmente significativa è la miniera di selce della Defensola, la più antica d’Europa, utilizzata per la produzione di utensili vari e strumenti per la caccia. La presenza insediativa si intensifica sul territorio a partire dall’età del Ferro e con l’affermarsi della civiltà Daunia, tra VIII-VII e III-II secolo a. C., documentata da tombe, ceramiche e iscrizioni in lingua indigena, variante della lingua messapica. In età romana Vieste, identificata con Uria, fu l’unica entità municipale del Gargano. Numerose sono le ville e le fattorie produttive note nel territorio, disseminate nelle fertili valli costiere, tra cui la Villa di S. Maria di Merino, con imponenti strutture per la produzione di olio e vino. La città conservò una certa vitalità anche in età tardoantica, come dimostrano le necropoli rupestri, come La Necropoli La Salata, e ha conosciuto una lunga continuità di vita in età medievale e moderna, con lo sviluppo dell’attuale centro urbano.













