Necropoli la Salata (Santa Maria di Merino, Vieste) - area archeologica

La necropoli “La Salata”, parte dell’area archeologica di Santa Maria di Merino è un articolato complesso funerario paleocristiano, risalente all’età tardoantica (IV-VI secolo d. C.), immerso in un contesto paesaggistico di eccezionale valore, una piccola oasi scrigno di biodiversità.

Il sito è caratterizzato da vari ipogei, scavati nella roccia o che sfruttano gli anfratti naturali, relativi a diverse fasi di frequentazione, già nota a partire dall’età romana. Quasi tutti gli ipogei e le tombe scavate “a cielo aperto” si affacciano su uno spazio aperto che serviva ai riti che precedevano la deposizione dei defunti.

Tra gli ipogei, se ne riconoscono di più antichi, creati forse già a partire dal IV sec. d.C., che si distinguono per la presenza di arcosoli (più tombe sovrapposte in altezza) e scalette di passaggio tra i vari livelli. Gli ipogei più tardi, databili al V-VI sec. d.C., si caratterizzano per un corridoio di accesso e per un impianto a galleria.

Nella maggioranza dei casi le tombe presentano una struttura semplice, scavate nella nuda roccia e coperte da tegole, e solo in alcuni casi si osserva la presenza di tombe più monumentali.

Notevole è il contesto paesaggistico, tipico di un ambiente umido, attraversato da due ruscelli di acqua salata, caratterizzato da una ricchezza di specie botaniche e faunistiche.