Porto di Brindisi
Brindisi è stata uno dei “centri dominanti” della Messapia del IV secolo a.C., ma è stata ancora più importante in età romana. Il suo ruolo e la sua importanza sono strettamente legati alla conformazione naturale del suo porto, che era un rifugio particolarmente sicuro proprio grazie alla presenza di tre bacini naturali: porto interno, porto medio e porto esterno.
L’articolazione del porto interno in due lunghi seni (ramificazioni) è anche all’origine del nome della città. Il porto è stato infatti associato per la sua forma alla testa e alla corna di un cervo, indicate dai Messapi con la parola bhrentos: da qui è derivato il nome messapico della città, Bréntion, poi trasformato dai Greci in Brentésion e infine nel latino Brundisium dai Romani.
Nel 246-244 a.C., infatti, Brindisi è diventata colonia latina, ma la città non ricalcava quella messapica: il nuovo centro era strettamente legato alla via Appia che congiungeva il centro con l’area portuale. Un collegamento essenziale, considerato che Brindisi è diventata uno dei porti principali per il collegamento con la sponda orientale.
La città era dotata di un’area pubblica che svettava nel punto più alto e visibile: era proprio l’arx, la rocca, l’area sacra e rappresentativa della città, dove al centro si trovava un tempio importante.
Le scarse testimonianze sono sufficienti a confermare la ricchezza di Brindisi. Essa si riconosce nel patrimonio monumentale della città romana e nella continuità degli interventi pubblici che avvenivano a partire dall’età tardo-repubblicana (II-I secolo a.C.) fino a quella imperiale (II-III secolo d.C.): teatro, anfiteatro, templi, edifici forensi, terme abbellivano la città.
Ancora più scarse sono le testimonianze per la fase tardoantica. Tra III e IV secolo d.C. diverse aree della città furono colmate per fare posto a nuove strutture, soprattutto quelle a ridosso del porto.
Il primo e più antico insediamento noto a Brindisi è invece quello di Punta Le Terrare.
L’insediamento, che occupava un piccolo promontorio della parte centrale del porto, risale all’età del Bronzo Medio ed è stato frequentato fino all'età del Ferro (XV-VIII secoli a.C.).
In questo luogo, nel tempo, sono state costruite numerose capanne l’una sopra l’altra.
Le capanne potevano avere forma circolare, quadrata o rettangolare, all’esterno erano delimitate da lastre in pietra o da muretti di pietre e argilla, e al loro interno il pavimento era semplicemente in terra battuta. In un caso, al di sotto del pavimento di una capanna circolare, è stata scoperta una piccola fornace dove venivano cotte le stoviglie (coppe piatti, ecc.) in ceramica, necessarie al fabbisogno familiare.
Ma non sono stati trovati solo oggetti comuni, prodotti localmente; sono stati rinvenuti anche pochi ma significativi frammenti micenei (cioè della civiltà greca del II millennio a.C.), alcuni oggetti in bronzo, fra cui un pugnale italico, ossi lavorati, molte ossa animali (in gran parte cervi e cinghiali) e resti di molluschi.
Ad un certo punto si dovette sentire anche la necessità di dotare il sito di una cinta difensiva: essa era costituita, molto semplicemente, da un argine in pietre e argilla.