Approdo di Saturo
Approdo di Saturo
Nella baia di Saturo, da un gradino del banco roccioso sommerso, si staglia una grande barriera frangiflutti datata al II secolo a.C., cioè all’età romana tardorepubblicana, che ci ricorda la lunga funzione di approdo e le attività portuali svolte da questo luogo e che potrai scoprire in immersione o snorkeling nuotando a una profondità compresa tra 2.50 e 5 m appena.
Lunga ben 105 metri, larga fino a 11 metri e alta fino a 5 metri nella parte centrale, la barriera (o antemurale) è un’imponente struttura di forma trapezoidale, che emerge dalla costa meridionale dell’insenatura e curva verso ovest. È stata realizzata per proteggere la baia a sud con una poderosa gettata di pietrame sciolto, proprio con la stessa tecnica di costruzione delle infrastrutture portuali utilizzata anche a Torre San Gregorio di Patù, Cala Padovano a Mola di Bari e in altre insenature della costa ionica.
Per la sua attuale posizione, che risulta completamente sommersa dal mare, la barriera costituisce anche una delle tante testimonianze archeologiche che ti permetteranno di scoprire le trasformazioni delle coste pugliesi nell’Itinerario “Paesaggi che cambiano”.
Tutta la baia, inoltre, sia sul promontorio che nel tratto di mare antistante, è ancora ricca di testimonianze del passato: il promontorio, sito a circa 12 km a sud-est di Taranto e delimitato dalle due insenature di Porto Perone e Porto Saturo, corrisponde all’antica Satyrion, dove si narra che giunse Falanto, il mitico eroe in fuga da Sparta e fondatore della colonia greca di Taranto per volere dell’Oracolo di Delfi.
Sappiamo, infatti, che nell’VIII-VII sec. a.C. nell’area si insediarono dei popoli provenienti dalla Grecia, ma i dati archeologici dimostrano che il promontorio era abitato già nell’età del Bronzo, cioè tra il 3500 a.C. e il 1200 a.C. circa.
Proseguendo l’esplorazione dei fondali di Saturo lungo la barriera frangiflutti, inoltre, potrai imbatterti nel Relitto dei laterizi, mentre sulla costa potrai visitare anche il Parco Archeologico, che custodisce i resti dell’importante villa marittima a cui l’approdo era legato ma anche dei due santuari che raccontano la funzione sacra svolta da questo sito nell’antichità, allo stesso modo di altri suggestivi luoghi che protrai scoprire esplorando l’Itinerario “Il Mare e il Sacro”.
Itinerari tematici a Approdo di Saturo